Il vero Gesù è quello di cui parlano i Vangeli.

Il Gesù storico e il Cristo della fede non sono due individui diversi, ma lo stesso Cristo crocifisso e risorto, vivo e presente nella sua Chiesa.

Sono duecento anni che il Nuovo Testamento viene sottoposto ad un esame storico-critico, che manipola i testi per costruire un'immagine di Cristo secondo certe ideologie.

Oggi si cerca di dare ai Vangeli canonici e agli altri scritti del Nuovo Testamento una data più lontana dagli avvenimenti riguardanti Gesù e nello stesso tempo di anticipare la data dei vangeli apocrifi; tra gli uni e gli altri corre almeno un secolo, proprio per mettere tutto sullo stesso piano e per potere avere degli argomenti su cui costruire un'immagine di Gesù secondo le mode del nostro tempo.

È un’operazione non solo culturale, ma anche commerciale, visto che gli scritti e gli spettacoli di argomento religioso tirano molto.

Il Papa Benedetto XVI ha scritto un libro su Gesù di Nazaret per contrastare questa tendenza e indicare a noi come ci si deve muovere. In molte occasioni Benedetto XVI ha invitato ad allargare gli spazi della ragione. Uno dei campi in cui operare questo allargamento è quello della ricerca storica su Gesù. Papa benedetto XVIOccorre ribadire subito che il Gesù storico e il Cristo della fede non sono due figure diverse, ma la stessa persona. Il Cristo della fede è anche il Gesù storico, perché la fede cristiana afferma che Dio è venuto nella storia. Dunque per il Papa il Gesù storico fa parte del rapporto tra fede e ragione. Il Papa parla soprattutto ai teologi e agli studiosi, invitandoli ad approfondire la conoscenza della vita di Gesù. Ma più in generale, il libro richiama tutti i cristiani ad approfondire gli aspetti di ragionevolezza della nostra fede, in altre parole la nostra fede non si trova in contrasto con la ragione.

Fin dall'inizio la conoscenza storica e la fede cristiana hanno camminato insieme. La prima lettera dell’apostolo Giovanni inizia dicendo: "Quello che abbiamo visto con i nostri occhi, quello che abbiamo udito con i nostri orecchi, quello che abbiamo toccato con le nostre mani, questo noi vi annunciamo". Gesù stesso, nel Vangelo, chiede agli apostoli e ai discepoli di usare l'intelligenza, rimproverandoli quando non lo fanno.

Tutto il Nuovo Testamento, pur essendo un documento della fede, in cui la storia di Gesù è vista alla luce dell’esperienza pasquale, si basa su quanto Gesù ha veramente detto e fatto. Perciò, oggi, siamo chiamati a recuperare la realtà storica riguardante Gesù; non solo nella teologia, ma anche nella catechesi. Invece spesso si dà ai ragazzi e ai fedeli un'immagine della fede fatta di precetti morali, senza trasmettere loro l'idea che il cristianesimo è storia: è la storia della salvezza che si attua nel tempo. Il cristianesimo non è un'idea, ma è un fatto, un avvenimento, un incontro con Cristo che cammina e vive in mezzo a noi e ci invita a seguirlo.


Copertina

 

Noi dobbiamo conservare la fede delle persone semplici, che non hanno una cultura biblica e teologica, quindi dobbiamo approfondire le questioni inerenti alla fede. Dobbiamo insegnare ai fedeli a vagliare tutto con serenità. Nella scettica cultura contemporanea non scarseggiano le favole, le leggende nere, i tabù, i dogmi laicisti, scarseggia lo spirito critico. Il male conseguente alla scristianizzazione non è solo la perdita della fede, ma è anche la perdita della ragione: riprendere a ragionare senza pregiudizi è già un bel passo verso la riscoperta di Cristo e del disegno del Padre.

L'alternativa alla fede non è la ragione e la libertà di pensiero, come è stato detto dall'illuminismo in qua, e viene ripetuto oggi dai cosiddetti laici, meglio definirli laicisti, ma il suicidio della ragione e l'accettazione dell’assurdo, della irrazionalità.